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Le differenze tra autorizzazione unica ambientale e procedura di VIA

Pubblicato da Gabriele Cailotto il 23 maggio 2019

Coloro che intendono realizzare impianti, opere o interventi (proponente) individuati nell’Allegato II (Progetti di competenza statale) o nell’Allegato III (Progetti di competenza delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano) alla Parte Seconda del D.Lgs. n. 152/2006 sono tenuti a presentare domanda di VIA.

La verifica di assoggettabilità, che è un passaggio preliminare della VIA che viene attivato allo scopo di chiarire se un progetto può avere un impatto significativo e negativo sull'ambiente, è necessaria per gli interventi elencati dall'Allegato II e dall’Allegato IV alla Parte Seconda del D.Lgs. n. 152/2006.

Scopriamo tutte le differenze e le rispettive procedure nell’articolo che segue.

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Attività del Responsabile Ambientale delle opere in fase di esecuzione

Pubblicato da Stefano Reniero il 9 maggio 2019

Durante la realizzazione di un’opera gli aspetti ambientali assumono grande rilevanza al punto che, complice un quadro normativo molto articolato e complesso, sono molti i cantieri che subiscono rallentamenti o fermi per violazioni in materia ambientale.

Ecco allora la necessità da parte dei contraenti generali e delle imprese che svolgono i lavori di avvalersi delle competenze professionali di tecnici specializzati

  • nella gestione ambientale di cantiere;
  • nella individuazione delle best practice per la salvaguardia delle risorse;
  • nei metodi per il monitoraggio degli impatti sui recettori ambientali;
  • nella redazione dei piani di controllo delle principali emissioni (acque di processo, polvere, rumore, vibrazioni, ecc.).

Tra queste figure spicca quella del Responsabile Ambientale, tecnico altamente specializzato con vaste conoscenze tecniche e normative in campo ambientale, che nel suo ruolo consulenziale supporta le aziende durante l’intero iter costruttivo.

Vediamone assieme le principali attività.

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Il ruolo del partner nella procedura di studio di impatto ambientale

Pubblicato da Gabriele Cailotto il 18 aprile 2019

Quando ci si rivolge a un consulente per avere supporto nell'elaborazione di un progetto, l’obiettivo è ottenere assistenza per la documentazione tecnico-amministrativa.

L’azienda che propone il suo progetto alle Autorità, nel caso di interventi sottoposti a procedura di VIA, è tenuta a presentare lo studio di impatto ambientale e selezionando un partner affidabile per l’elaborazione della documentazione tecnica può delegare anche i rapporti con i diversi enti competenti.

Come selezionare i consulenti ambientali? Nell'articolo che segue, troverai alcuni consigli per indirizzare il progetto verso l’efficienza.

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Quanto può durare l'iter di valutazione di impatto ambientale

Pubblicato da Gabriele Cailotto il 11 aprile 2019

La fase verifica di assoggettabilità alla VIA e le conseguenti procedure di valutazione si attivano quando i progetti superano le soglie dimensionali stabilite dalla normativa.

I termini per l’adozione del provvedimento di valutazione di impatto ambientale, poi, sono di norma stabiliti in 150 giorni dalla presentazione della domanda, tuttavia possono protrarsi fino a 330 giorni in particolari condizioni.

Scopri quali sono e come calcolare bene i tempi continuando a leggere l’articolo!

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Monitoraggio ambientale: i consigli per l'esecuzione del progetto

Pubblicato da Stefano Reniero il 4 aprile 2019

Il monitoraggio ambientale rappresenta l’insieme delle misure che servono a valutare l’impatto reale di un’opera sulle diverse componenti ambientali (acqua, aria, suolo, fauna, flora ecc.).

Nell'ambito degli studi di impatto ambientale gli esperti, sulla base dei dati raccolti durante le analisi in campo e in considerazione delle caratteristiche del progetto, stimano gli impatti previsti che però devono essere tenuti sotto controllo, monitorati, durante le varie fasi di vita degli interventi dopo la loro approvazione.

Il monitoraggio si articola in 3 diversi momenti: prima dell’avvio dei lavori (ante operam), durante i lavori (corso d’opera), dopo che i lavori sono finiti e l’opera è entrata in esercizio (post opera). In alcuni casi è possibile aggiungere un 4° momento: la fase di smantellamento (decommissioning).

Ecco alcuni consigli per una corretta esecuzione dei monitoraggi.

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MUD 2019: le novità introdotte dal DPCM 24 dicembre 2018

Pubblicato da Stefano Reniero il 2 aprile 2019

Come ogni anno, si rinnova l’obbligo per i cosiddetti soggetti obbligati di presentare il Modello Unico Ambientale relativo ai quantitativi di rifiuti gestiti a vario titolo nell’anno solare precedente.

La comunicazione va effettuata come di consueto alla Camera di commercio, Industria ed Artigianato e Agricoltura competente per territorio, in cui ha sede l'unità locale, cui si riferisce la dichiarazione.

Il nuovo Modello per l’anno 2019 è stato approvato ufficialmente con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (Suppl. Ord. n.8 del 22 febbraio 2019, n. 45) del DPCM 24 dicembre 2018.

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