Economia Circolare: perché servirà a garantirci un futuro migliore

26 giugno 2020 / Elena Masia

CATEGORIA: Sviluppo Sostenibile, economia circolare, AEC Incontra

 

Troppo spesso si associa il concetto di economia circolare alla sola gestione dei rifiuti; rendendolo, di fatto, sinonimo di “economia del riciclo”. In realtà l'Economia Circolare è molto di più. Scopriamo perché.

L’Economia circolare è un vero e proprio modello di produzione, distribuzione e consumo, di beni e servizi, che mira alla salvaguardia del vantaggio competitivo d’impresa e alla conservazione del nostro capitale naturale, al fine di garantire, lungo tutta la catena, una gestione del valore più sostenibile, equa e condivisa tra soggetti pubblici e privati.

Non è un caso, dunque, se tra gli obiettivi globali di sostenibilità previsti dall’Agenda 2030 risulti al numero 12 quello di assicurare, appunto, “modelli sostenibili di produzione e consumo” (leggi qui i risultati aggiornati per l’Italia), e se tra i suoi target specifici rientrino le seguenti azioni:

  • raggiungere la gestione sostenibile e l’uso efficiente delle risorse naturali;
  • dimezzare lo spreco alimentare globale, comprese le perdite post-raccolto;
  • ridurre la produzione di rifiuti attraverso la prevenzione, riciclo e riutilizzo;
  • incoraggiare le imprese ad adottare pratiche sostenibili (guarda anche la campagna “European Pact for Sustainable Industry” lanciata lo scorso maggio).

Ma andiamo con ordine.

In un prossimo futuro avremo bisogno di risorse sempre meno disponibili

È evidente che da troppo tempo stiamo utilizzando più risorse di quanto il nostro Pianeta sia in grado di generare. Di anno in anno l’overshootday anticipa la sua data a monito perentorio che continuare a produrre, vivere e pensare come abbiamo sempre fatto non è più possibile.

Secondo le stime Onu, entro il 2050 la popolazione mondiale raggiungerà quota nove miliardi di abitanti e i paesi, oggi considerati ancora in via di sviluppo, richiederanno sempre più materie prime per alimentare il proprio sistema economico.

Di conseguenza saranno sempre più numerosi i beni e servizi immessi sul mercato, le risorse materiali e naturali saranno sempre più scarse (a cominciare da oro, argento, tungsteno etc.) e il loro valore aumenterà, esponendo i paesi poveri di materie prime, come l’Italia, alla volatilità dei prezzi e incidendo sui relativi costi di produzione.

Senza dimenticare che la crescita economica comporterà un impatto ambientale e climatico indubbiamente maggiore (in primo luogo per il consumo di energia ed emissioni clima alteranti), a discapito della salute del Pianeta e dei suoi abitanti.

Quali sono le possibili soluzioni?

Una delle soluzioni percorribili, oltre a consumare meno, è consumare meglio:

  • impiegando risorse più sostenibili (fonti rinnovabili, bio-based, materie prime seconde, risorse di “prossimità”, etc.);
  • ottimizzando i consumi e riducendo i rifiuti;
  • scegliendo materiali di qualità in base alla funzione o all’uso;
  • recuperando e riciclando gli scarti post consumo;
  • ripensando prodotti e processi in ottica di eco-design,

secondo modelli produttivi e distributivi flessibili, sostenibili e, appunto, circolari.

Per un’impresa capire come rendere i principi dell’economia circolare e dell’eco-innovazione fattori strategici non è questione da poco, anzi. Comporta, di fatto, la ridefinizione  delle proprie attività valutando ogni fase del ciclo di vita dei materiali o dei prodotti/servizi, con l’obiettivo di: razionalizzare le risorse (non solo materiche), ridurre gli scarti e i rifiuti e, infine, conservare il valore di prodotti e materiali lungo tutto il processo, permettendo a ciò che ha ancora un valore/utilità di essere recuperato e reintrodotto nel sistema economico e produttivo (magari come nuova risorsa per qualcun altro, vedi il concetto di simbiosi industriale).

A fronte di questo si può intuire come un approccio circolare renda le attività economiche più efficienti (minori costi di processo ed esercizio) e contribuisca a ridurre le esternalità negative sull’ambiente e la collettività.

 

“In un sistema economico circolare il valore dei beni materiali è conservato per il tempo più lungo possibile. Rifiuti e risorse naturali sono ridotti al minimo e quando un prodotto raggiunge il suo fine vita, viene utilizzato per creare valore” (Commissione Europea)

 

Economia circolare come opportunità di business

L’economia circolare deve essere considerata anche come un’opportunità di business, un’occasione preziosa per sviluppare nuovi modi di produrre e di erogare servizi.

Infatti, secondo il Documento di inquadramento e di posizionamento strategico “Verso un modello di economia circolare per l’Italia” licenziato dai Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico nel 2017, sono 5 i principali modelli di riferimento dell’economia circolare “che a loro volta possono essere declinati in altrettante attività di business”. Ricordiamole:

  • Forniture o acquisti circolari (cfr. Green Public Procurement e CAM);
  • Recupero, riuso e riciclo delle risorse;
  • Allungamento della durata del prodotto;
  • Piattaforme di condivisione;
  • Il Prodotto come servizio (contratto pay per use).

L’economia circolare risulta, quindi, un progetto, un modello, innanzitutto industriale che può creare un valore economico tangibile e misurabile in termini, ad esempio, di risorse impiegate e reimmesse nel sistema, di nuovi posti di lavoro generati e di brevetti depositati.

In tutto questo l’Italia come si pone?

L’Italia è un paese tradizionalmente povero di materie prime e questo ha avvantaggiato, nel tempo, la ricerca di soluzioni creative e anti-spreco che hanno reso il made in Italy una produzione ad alto tasso di competitività e innovazione creativa, fortemente connotata dalle risorse del territorio.

Nell'attuale scenario macroeconomico, caratterizzato da cambi di prospettiva repentini ed esponenziali - e alle volte inattesi come ci insegna la storia recente - non è forse più sufficiente investire sugli aspetti premianti del nostro tessuto produttivo, fornendo la giusta risposta; è quanto mai necessario rispondere ai nuovi cambi di paradigma con una nuova proposta imprenditoriale che consideri i propri impatti con approccio sistemico (non solo ambientale ed economico, ma anche sociale) e che vada nella direzione indicata dall’Action Plan Europeo e dal governo italiano con le nuove direttive in materia di economia circolare e sostenibilità.

 

Quali sono i concetti fondamentali da tenere a mente quando si parla di Economia Circolare? 

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Elena Masia
AUTORE

Elena Masia

Considero l’impresa un sistema aperto, in relazione con il territorio e le istituzioni; un luogo ideale dove poter sviluppare progetti e percorsi utili a garantire lo sviluppo di un business etico, innovativo e sostenibile.