Le certificazioni di prodotto nella comunicazione ambientale

19 aprile 2018 / Giulia Sbrizza

CATEGORIA: Comunicazione Ambientale

In un nostro precedente post abbiamo introdotto il tema della comunicazione ambientale e di come si possa scegliere se incentrarla sull'azienda o sul prodotto.

Negli ultimi anni l’interesse per le certificazioni e le etichettature ambientali è cresciuto a livello internazionale e ciò ha portato allo sviluppo di tutta una serie di marchi di prodotto e claim ambientali normati da precise disposizioni nazionali e internazionali, ma anche sviluppati in maniera privatistica dai produttori.

Conosciamo più approfonditamente questo mondo!

Che cos'è una certificazione di prodotto?

La certificazione di prodotto è un atto formale e volontario con il quale un ente terzo accreditato afferma, con ragionevole attendibilità, che il prodotto è conforme a quanto dichiarato in un documento tecnico di riferimento.

La scelta, da parte dell'azienda, di certificare volontariamente il prodotto si basa sulla volontà di differenziarsi all'interno del mercato, valorizzando un insieme di caratteristiche particolari e significative garantite rigorosamente da ente terzo. La certificazione volontaria consente, quindi, di distinguersi dai concorrenti, valorizzando i propri investimenti in termini si sostenibilità agli occhi dei diversi stakeholder (clienti, fornitori, ambiente esterno ecc.).

In questo frangente, è bene ricordare che la certificazione volontaria di prodotto differisce dalla marcatura CE la quale è obbligatoria per tutti i prodotti per i quali esiste una direttiva comunitaria ne normi la produzione. Essa non costituisce un marchio di qualità rilasciato da un organismo di certificazione, ma è un’etichetta che attesta l’avvenuto controllo dell’aderenza delle prestazioni del prodotto alla norma tecnica europea di settore. In questo senso, la marcatura CE non equivale alla verifica di parte terza delle effettive prestazioni raggiunte dal prodotto, è il fabbricante stesso, infatti, che si assume la piena responsabilità dell’immissione del prodotto sul mercato.

Per quanto riguarda le certificazioni di prodotto, in campo ambientale è possibile distinguere le certificazioni di prodotto sulla base dei principi cui fanno riferimento. In particolare, si riconoscono certificazioni di eccellenza, basate sul rispetto di determinati requisiti, e certificazioni di trasparenza, più vicine al mondo della valutazione del ciclo di vita del prodotto.

 

Etichette diverse per esigenze diverse

Secondo la classificazione e descrizione delle etichette e delle dichiarazioni ambientali della norma UNI EN ISO 14020:2002, si distinguono tre tipologie di dichiarazioni ecologiche:

  • Etichettatura ecologica di Tipo I (UNI EN ISO 14024:2001): l’etichettatura si fonda su un sistema multi-criteria che considera l’intero ciclo di vita del prodotto, certificata e gestita da una terza parte indipendente, l’ente certificatore. Le informazioni fornite sono genericamente sintetiche per una comunicazione business to consumer;
  • Etichettatura ecologica di Tipo II (UNI EN ISO 14021:2016): consiste in un’auto-dichiarazione (green claim) ambientale da parte di produttori, importatori o distributori dei prodotti, senza l’intervento di un organismo di certificazione indipendente ed utilizzate dagli stessi produttori come strumento di informazione ambientale
  • Etichettatura ecologica di Tipo III (UNI EN ISO 14025:2010): la dichiarazione ambientale di prodotto è uno strumento di informazione sulle performance ambientali di un prodotto, di tipo quantitativo, basato sugli impatti individuati secondo la metodologia LCA – Life Cycle Assessment, che garantisce l’oggettività della valutazione in ottica business to business.

Ecco alcuni esempi!

 

Certificazione di eccellenza: il caso Ecolabel

Ecolabel è un’eco-etichetta europea di tipo I utilizzata per certificare il ridotto impatto ambientale durante l’intero ciclo di vita di prodotti che mantengono comunque elevati standard prestazionali.

Ecolabel UE è stato istituito nel 1992 dal Regolamento n. 880/92 ed è oggi disciplinato dal Regolamento CE n. 66/2010 in vigore nei 28 Paesi dell’Unione Europea e nei Paesi appartenenti allo Spazio Economico Europeo – SEE (Norvegia, Islanda, Liechtenstein).

 

DUBBI SUL MARCHIO ECOLABEL?  LEGGI IL REGOLAMENTO CE 2010/66!  SCARICALO GRATIS >>

 

Per ottenere il rilascio del marchio ecologico bisogna rispettare dei valori soglie e dei limiti di prestazione ambientale. I criteri ambientali analizzati riguardano, ad esempio, l’uso dell’energia, dell’acqua, delle sostanze chimiche e la produzione di rifiuti.

L’organismo competente nazionale italiano per l’attuazione del Regolamento CE n. 66/2010 Ecolabel è la Sezione Ecolabel Italia del Comitato per l’Ecolabel e l’Ecoaudit, istituito presso il Ministero dell’Ambiente.

Per l'assegnazione del marchio Ecolabel, l'azienda interessata deve inviare domanda e documentazione al comitato preposto, il quale si avvale dell'ISPRA - Istituito superiore per la Prevenzione e la Ricerca Ambientale per la verifica tecnica e le prove di laboratorio.

 

Le autodichiarazioni ambientali: il caso Carbon Footprint di prodotto

La CFP – Carbon Footprint è un etichetta che certifica l’avvenuta quantificazione di tutte le emissioni di gas ad effetto serra (GHG – Green House Gasses) lungo tutto il ciclo di vita del prodotto, dall'estrazione delle materie prime allo smaltimento finale del prodotto; in inglese questo viene definito “from cradle to grave”, ossia "dalla culla alla tomba". l’esperienza degli ultimi anni suggerisce che il label di carbon footprint è percepito dai consumatori come un indice di qualità e sostenibilità delle imprese.

Il calcolo della carbon footprint di prodotto è rappresentativo se include tutte le fasi del ciclo di vita del prodotto, ma spesso viene svolto solo per alcune fasi selezionate, relative alla pertinenza dell’azienda in oggetto.

Il calcolo della quantificazione della CFP viene spesso effettuato seguendo i requisiti contenuti nella specifica tecnica PAS 2050:2008, emessa dall'ente di normazione inglese BSI - British Standards Institution, anche se nel 2013 è stata realizzata la pubblicazione del nuovo riferimento normativo univoco a livello internazionale: la specifica tecnica ISO/TS 14067.

A tal proposito si è espressa anche la Commissione Europea con la Raccomandazione 2013/179/UE relativa all'uso di metodologie comuni per misurare e comunicare le prestazioni ambientali nel corso del ciclo di vita dei prodotti e delle organizzazioni.

 

COSA PREVEDE LA COMMISSIONE UE?  LEGGI LA RACCOMANDAZIONE UE 2013/197!  SCARICALA GRATIS >>

 

Certificazione di trasparenza: il caso EPD

L’EPD - Environmental Product Declaration, ossia la Dichiarazione Ambientale di Prodotto, è uno schema di certificazione volontaria di tipo III che permette di comunicare informazioni oggettive confrontabili e credibili assicurandone le caratteristiche di:

  • oggettività: garantita dall'utilizzo della Valutazione del Ciclo di Vita, termine mutuato dall’inglese LCA – Life Cycle Assessment, come metodologia per l'identificazione e quantificazione degli impatti ambientali del prodotto;
  • confrontabilità: garantita attraverso lo sviluppo di PSR - Product Specific Requirements, ossia Requisiti Specifici di Prodotto, relativi ad ogni singolo gruppo di prodotti;
  • credibilità: conseguenza della verifica e convalida da parte di un organismo accreditato indipendente che garantisce la veridicità delle informazioni contenute nello studio LCA e nella dichiarazione.

Il marchio EPD è nato in Svezia nell’ambito della Politica Integrata di Prodotto (IPP), parte integrante della strategia comunitaria per lo sviluppo sostenibile. L’obiettivo principale è l´integrazione degli strumenti con cui vengono attuate le diverse politiche ambientali, per consentire la riduzione degli impatti ambientali legati al ciclo di vita dei prodotti.

In questo contesto, La Commissione Europea ha pubblicato la COM (2008) 397 sul piano d’azione "Produzione e consumo sostenibile" e "Politica industriale sostenibile" allo scopo di identificare e superare le barriere alla diffusione di modelli di consumo e produzione sostenibili, integrando il potenziale dei vari strumenti politici e attuandoli in modo dinamico; tra le principali iniziative adottate vi è anche l’etichettatura dei prodotti sulla resa energetica e/o ambientale dei prodotti.

 

COSA PREVEDE LA COMMISSIONE UE?  LEGGI LA COMUNICAZIONE UE 2008/397!  SCARICALA GRATIS >>

 

La Certificazione EPD viene rilasciata dallo Swedish Environmental Management Council, gestore dell'International EPD System, a seguito della verifica svolta da un ente terzo accreditato.

 

Cosa aspetti a certificarti?

Giulia Sbrizza
AUTORE

Giulia Sbrizza

Laureata in Scienze Forestali, in Nexteco mi occupo di marketing e comunicazione ambientale