Le buone pratiche di cantiere a tutela dell’ambiente

12 marzo 2018 / Stefano Reniero

CATEGORIA: Autorizzazioni

La progettazione, come recita l’art. 15 del DPR n.207/2010, ha come obiettivo la realizzazione di un intervento di qualità e tecnicamente valido, nel rispetto del miglior rapporto fra i benefici e i costi globali di costruzione, manutenzione e gestione.

Inoltre, gli elaborati progettuali devono prevedere misure atte ad evitare effetti negativi sull’ambiente, sul paesaggio e sul patrimonio storico, artistico ed archeologico in relazione all’attività di cantiere ed a tal fine devono comprendere, tra le varie misure, l’indicazione degli accorgimenti atti ad evitare inquinamenti del suolo, acustici, idrici ed atmosferici.

Che cosa si intende per buona pratica?

Per buona pratica si intende “un’azione, esportabile in altre realtà, che permette ad un Comune, ad una comunità o ad una qualsiasi amministrazione locale, di muoversi verso forme di gestione sostenibile a livello locale” (definizione ISPRA).

Le buone pratiche da adottare al fine di tutelare l’ambiente durante le attività di cantiere riguardano principalmente le seguenti tematiche:

  • Inquinamento acustico;
  • Emissioni in atmosfera;
  • Risorse idriche e suolo;
  • Terre e rocce da scavo;
  • Depositi e gestione dei materiali;
  • Rifiuti;
  • Ripristino dei luoghi.

Vediamo nel dettaglio quali sono i principali accorgimenti da mettere in atto per ridurre gli impatti provocati dalle lavorazioni di cantiere sulle diverse matrici ambientali.

Impatto criteri ambientali minimi

Inquinamento acustico

L’attivazione di un’area di lavoro deve essere preceduta da una valutazione di impatto acustico. Per le lavorazioni più impattanti può risultare necessario richiedere al Comune l’autorizzazione in deroga ai limiti di pressione sonora.

Gli accorgimenti da adottare in cantiere per ridurre l’inquinamento acustico sono:

  • Localizzare degli impianti fissi più rumorosi alla massima distanza dai recettori esterni;
  • Preferire le lavorazioni nel periodo diurno e programmare lo sfasamento temporale delle lavorazioni più rumorose;
  • Spegnere i motori nei casi di pause apprezzabili;
  • Rispettare la manutenzione e il corretto funzionamento di ogni attrezzatura;
  • Utilizzare barriere acustiche fisse o mobili.

 

Emissioni in atmosfera

Per alcune attività, ad esempio la messa in esercizio di un impianto di betonaggio, è necessario richiedere, per le emissione convogliate e/o per quelle diffuse, la preventiva autorizzazione alle emissioni (D. Lgs. 152/2006, Parte V).

Tra le principali misure di mitigazione da mettere in pratica durante la gestione di un cantiere si citano:

  • Effettuare, soprattutto nei periodi più secchi, una periodica bagnatura delle pavimentazioni;
  • Coprire con teli i cumuli di materiale pulverulento;
  • Evitare le demolizioni durante le giornate ventose;
  • Mantenere la viabilità di cantiere pavimentata pulita (ad esempio attraverso l’impiego della spazzatrice);
  • Preferire l’utilizzo di veicoli omologati con emissioni rispettose delle normative europee.

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Risorse idriche e suolo

La tutela della risorsa idrica e del suolo è legata alla gestione delle acque che circolano all’interno del cantiere e a quelle che si producono con le lavorazioni.

Per evitare contaminazioni del suolo e delle acque sotterranee e superficiali, è opportuno:

  • Effettuare il rifornimento dei mezzi su pavimentazione impermeabile;
  • Controllare la tenuta dei tappi dei bacini di contenimento;
  • Tenere sempre a disposizione il kit anti-sversamento;
  • In caso di lavori in corsi d’acqua lavorare in periodi di magra;
  • Ridurre l’approvvigionamento idrico da acquedotto e preferire il riutilizzo delle acque impiegate nelle operazioni di cantiere (ove possibile);

In caso di sversamento di sostanze pericolose è necessario attivare le squadre di emergenza; se vuoi saperne di più, leggi il nostro post dedicato!

 

Terre e rocce da scavo

Abbiamo già trattato il tema della gestione delle terre e rocce da scavo in seguito all'emanazione del DPR 120/2017, ma richiamiamo gli accorgimenti più principali da adottare:

  • lo stoccaggio di terreno vegetale deve avvenire in cumuli di massimo 2 metri di altezza per conservarne le caratteristiche al fine di poterlo riutilizzare nelle opere di recupero dopo il ripristino delle aree
  • i cumuli devono essere gestiti in modo da evitarne il dilavamento e la dispersione di polveri (con copertura o inerbimento)
  • il trasporto dovrà essere effettuato tramite mezzi coperti

 

Depositi e gestione dei materiali

Per i vari materiali che necessitano di essere stoccati in cantiere (materie prime, rifiuti…) è opportuno attuare modalità di gestione che garantiscano la separazione netta fra i vari cumuli o depositi. Nello specifico, è opportuno:

  • depositare gli inerti in modo da evitare spandimenti nei terreni che non saranno oggetto di costruzione
  • evitare spandimenti degli inerti nel reticolo di allontanamento delle acque meteoriche
  • stoccare in sicurezza le sostanze pericolose evitando il loro deposito a cielo aperto; conservare in cantiere le schede di sicurezza;
  • separare i materiali tolti d’opera dai rifiuti.

 

Rifiuti

I rifiuti devono essere stoccati nell’area destinata a deposito temporaneo. Abbiamo già dedicato un post specifico al tema, ma è bene richiamare alcuni punti importanti:

  • i rifiuti devono essere separati per codice CER
  • devono essere stoccati in contenitori idonei per funzionalità e capacità e identificati con apposita cartellonistica
  • eventuali ditte in subappalto dovranno essere formate sulle modalità di gestione dei rifiuti all’interno del cantiere

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Ripristino dei luoghi

Una volta finite le lavorazioni, il cantiere verrà smantellato e le aree utilizzate come cantiere e campi base dovranno essere ripristinate tramite:

  • verifica preliminare dello stato di eventuale contaminazione dei suoli
  • ricollocamento del terreno vegetale accantonato in precedenza
  • eventuale ripristino della vegetazione tipica del luogo.

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Stefano Reniero
AUTORE

Stefano Reniero

In Nexteco mi occupo dei nuovi progetti e seguo lo sviluppo commerciale dell'azienda.