Le autorizzazioni ambientali nella GDO – Grande Distribuzione Organizzata

28 ottobre 2017 / Giordano Cattelan

CATEGORIA: Autorizzazioni

La Grande Distribuzione Organizzata è il moderno sistema di vendita al dettaglio attraverso una rete di supermercati e di altre catene di intermediari di varia natura. Rappresenta l'evoluzione del supermercato singolo, che a sua volta costituisce lo sviluppo del negozie tradizionale.

La strategia europea del Piano di Azione su Consumo e Produzione Sostenibili (SCP) riconosce l’importanza del ruolo della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) ai fini sia della diffusione di prodotti a minore impatto ambientale sia dell’aumento della sensibilità e della consapevolezza dei consumatori rispetto al tema dell’uso sostenibile dei prodotti alimentari e non solo.

Il D.Lgs. 114/1998 fornisce una puntuale definizione delle strutture di vendita e identifica nell’Amministrazione Comunale l’autorità competente al rilascio dell’autorizzazione per l’apertura, il trasferimento di sede e l’ampliamento della superficie.

E’ importante conoscere quali sono i procedimenti ambientali necessari a cui far fronte in materia di grande distribuzione, proprio in virtù delle dimensioni di strutture e servizi logistici. Ecco cosa è bene non tralasciare.

 

Qual è l’iter autorizzativo per la GDO?

La Conferenza dei Servizi indetta per la valutazione delle domande per la modificazione o l’apertura di GSV - Grandi Strutture di Vendita procede alle seguenti verifiche:

  • Esame di ammissibilità;
  • Verifica di compatibilità mediante valutazione integrata di impatto. In particolare vengono indagate le seguenti compatibilità:
    • Compatibilità commerciale;
    • Compatibilità urbanistica;
    • Compatibilità con quadro ambientale;
    • Compatibilità con quadro infrastrutturale e viabilità;
  • Nuova verifica delle condizioni di sostenibilità dell’intervento in relazione al contesto socio-economico, territoriale e ambientale di riferimento.

 

Quali sono le attività soggette ad autorizzazione per la GDO?

L’articolazione strutturale di un sistema di grande distribuzione prevede di norma:

  • una Sede Centrale che coordina le direzioni locali;
  • le Piattafarme Logistiche che riforniscono ogni giorno i Punti Vendita di competenza;
  • i Punti Vendita.

Dal punto di vista ambientale, le Piattaforme Logistiche sono le strutture che potenzialmente possono essere soggette alla richiesta di autorizzazione in relazione a:

  • gestione di acque meteoriche dilavanti i parcheggi;
  • recapito in fognatura di acque di processo;
  • gestione di rifiuti (prevalentmente imballaggi terziari).

 

Un caso particolare: il raggruppamento dei rifiuti e la messa in riserva

Circa la gestione dei rifiuti, le Piattaforme Logistiche, in alcuni casi, fungono anche da centro di raccolta degli imballaggi, di secondo e terzo tipo, di ritorno dai singoli punti vendita.

In questo caso, gli imballaggi con cui una piattaforma ha usualmente a che fare sono identificabili dai codici C.E.R. (Catalogo Europeo dei Rifiuti) numero 150101 – Imballaggi in carta e cartone, 150102 – Imballaggi in plastica e 150103 – Imballaggi in legno. Non si esclude, però, che possano essere conferiti anche rifiuti pericolosi. Questo tipo d gestione comporta determinati obblighi autorizzativi da espletare nei confronti delle autorità preposte.

In primo luogo, l’attività recupero di rifiuti, identificata dal codice R13 – Messa in riserva (Allegato C alla Parte VI del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i.), necessita dell’invio di una comunicazione preventiva all’ente preposto, così come previsto dall’Art. 216 – Operazioni di recupero del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i..

In secondo luogo, viene a determinarsi la possibilità di dilavamento non solo dei depositi di rifiuti non adeguatamente protetti dall’azione degli agenti atmosferici, ma anche di piazzali e parcheggi, con il conseguente dilavamento di sostanze pericolose o pregiudizievoli per l’ambiente.

 

Tempi e modi per conseguire le autorizzazioni ambientali

La comunicazione per l'esercizio in procedura semplificata di operazioni di recupero di rifiuti e l’autorizzazione agli scarichi viene ricompresa nell’A.U.A. – Autorizzazione Unica Ambientale, provvedimento autorizzativo di competenza della Provincia, con durata di 15 anni, che sostituisce e comprende diversi titoli abilitativi in materia ambientale.

L’istanza, completa delle informazioni previste dalle norme di settore per il rilascio, notifica e comunicazione, va inoltrata per via telematica al SUAP – Sportello Unico per le Attività Produttive. Il SUAP prende in carico la richiesta e la trasmette, sempre in modalità telematica, alla Provincia e ai soggetti competenti in materia ambientale. Parallelamente si coordinano gli incontri preliminari con i principali soggetti coinvolti nella Conferenza dei Servizi (Comune, Provincia, Soggetto gestore del servizio idrico integrato, ecc.).

Entro 30 giorni dalla ricezione dell’istanza, SUAP e Provincia effettuano la verifica formale della documentazione pervenuta e la Provincia formalizzata l’eventuale richiesta di integrazioni che va inoltrata al gestore dell’attività sempre con la medesima modalità telematica.

La conclusione del procedimento è fissata in un termine inferiore o pari a 120 giorni, 150 se sono richieste delle integrazioni, dunque l’autorità competente adotta il provvedimento e lo trasmette immediatamente al SUAP che, rilascia il titolo.

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Giordano Cattelan
AUTORE

Giordano Cattelan

In Nexteco mi occupo di gestione ambientale nell'industria e nelle infrastrtture