Le 4 regole più importanti nella gestione del deposito temporaneo di rifiuti

7 settembre 2017 / Giordano Cattelan

CATEGORIA: Rifiuti Terre&Rocce

Dopo aver parlato di diciarazione FGas, gestione del rischio amianto e serbatoi interrati è arrivato il momento di affrontare un altro tema caldo nella gestione aziendale: deposito temporaneo di rifiuti!
 
Sono ancora molti i questiti delle aziende legati alla corretta gestione del “deposito temporaneo dei rifiuti”, anche alla luce delle modifiche del Testo Unico Ambientale operate  dalla L. 125/2015.
Il deposito temporaneo è il “raggruppamento dei rifiuti e il deposito preliminare alla raccolta ai fini del trasporto di detti rifiuti in un impianto di trattamento, effettuati, prima della raccolta, nel luogo in cui gli stessi sono prodotti, da intendersi quale l’intera area in cui si svolge l’attività che ha determinato la produzione dei rifiuti” (D.Lgs. 152/2006, art. 183, lettera bb). In ciò si distingue dallo stoccaggio, definito invece come l’insieme delle attività di “smaltimento” consistenti nelle operazioni di deposito preliminare di rifiuti, nonché delle attività di “recupero” consistenti nelle operazioni di messa in riserva di rifiuti.
Il deposito temporaneo deve essere effettuato nel rispetto di alcune precise condizioni, ma è molto facile commettere errori! E ad ogni errori segue la sanzione.
Ecco quindi una lista delle più importanti regole per la gestione del deposito temporaneo che abbiamo raccolto nel corso della nostra esperienza.
 

1. Non miscelare i rifiuti

Il deposito temporaneo deve essere effettuato per categorie omogenee di rifiuti per cui rifiuti appartenenti a diverse categorie non possono essere miscelati, mischiati o accantonati in uno stesso contenitore.
Nel mettere a deposito rifiuti pericolosi (soprattutto liquidi) è inoltre opportuno verificare le modalità di deposito, anche attraverso le Schede di Sicurezza disponibili, in modo da evitare di porre a contatto sostanze chimiche che potrebbero reagire tra loro in caso di incidenti!
 
 

2. Scegliere un criterio (univoco) per la gestione del deposito temporaneo

Il Testo Unico Ambientale permette di scegliere tra due opzioni:
  • Criterio “temporale”: l’avviamento allo smaltimento/recupero dei rifiuti deve avere cadenza almeno trimestrale, indipendentemente dalla quantità in deposito. In questo caso è utile dotarsi di strumenti che consentano di tenere sott’occhio le tempistiche;
  • Criterio “volumetrico”: nel caso in cui il produttore voglia conservare i propri rifiuti in deposito temporaneo per un periodo di tempo maggiore, può farlo fino ad un quantitativo massimo di 30 metri cubi, di cui al massimo 10 metri cubi di rifiuti pericolosi. Superata tale soglia, il produttore dovrà avviare i rifiuti a smaltimento/recupero.
In ogni caso, indipendentemente dalla scelta effettuata, il deposito temporaneo di un dato rifiuto non può avere durata superiore a un anno.
 
 

3. Prendere le giuste precauzioni per non contaminare suolo, sottosuolo e acque di falda

Il deposito temporaneo richiede che vi sia una superficie di appoggio impermeabile, che i rifiuti siano stoccati in idonei contenitori, che per i rifiuti liquidi siano presenti idonei sistemi di contenimento degli sversamenti accidentali.
È inoltre consigliabile stoccare i rifiuti il più possibile al coperto (es. sotto tettoie) al fine di limitare al massimo il dilavamento dovuto alle acque piovane.
 
 

4. Rispettare le norme di etichettatura e imballaggio

I contenitori di rifiuti, sia fissi sia mobili, devono essere opportunamente contrassegnati con etichette o targhe, apposte sui recipienti stessi o collocate nelle aree di stoccaggio.
La cartellonistica deve riportare correttamente il codice C.E.R. (Catalogo Europeo dei Rifiuti) con una sintetica descrizione, assieme ai consigli di sicurezza e alle eventuali classi di pericolosità.
È consigliabile inoltre l’uso di ulteriore segnaletica che possa facilitare qualsiasi operatore, quale pittogrammi di pericolo, eventuali DPI da utilizzare ecc.
 
 
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Giordano Cattelan
AUTORE

Giordano Cattelan

In Nexteco mi occupo di gestione ambientale nell'industria e nelle infrastrtture